Shake&bake

E' tempo di mettersi ai fornelli!

Medioevo in libreria II 25/03/2007

Filed under: Eventi Culinari — lagaietta @ 12:46

Sabato pomeriggio nuovamente dedicato ad un tuffo nella storia e precisamente a quella del periodo medievale, con un altro incontro alla Libreria del Castello Sforzesco organizzato sempre dall’Associazione Italia medievale nell’ambito della rassegna “Medioevo in libreria“.
La Dot.sa Giovanna Motta ha trattato brevemente, (peccato al tempo esiguo!!!), l’arco di tempo che vede protagonisti degli eventi storico-culturali Normanni, Svevi e Angioini.
Soo rimasta piacevolmente colpita da un paio di argomenti che sono stati introdotti ovvero alcuni tipi di spezie scoperte, portate in Europa e di conseguenza poi usate più o meno a seconda della disponibilità sia delle stesse, sia economica dei commensali; e della nascita e diffusione della pasta essicata; ciò che mi ha maggiormente affascinata è stata una riflessione alla quale io personalmente non avevo prestato attenzione riguardante una spezia in particolare: lo zafferano “al saffran” ovviamente proveniente dal mondo arabo e diffusosi primariamente nelle zone di dominazione araba come la Sicilia, quello che mi ha fatta riflettere è stata una breve descrizione della raffinatezza del risotto alla milanese, che oggi è considerata pietanza quasi quotidiana vista la reperibilità facile e immediata di tutti gli ingredienti che la compongono, ma all’epoca invece era una vera ricercatezza e prelibatezza segno distintivo anche della disponibilità economica di chi offriva tale piatto, poichè lo zafferano nel suo significato originario equivaleva all’oro, sia per il colore che poi regalava alle preparazioni in cui veniva impiegato, sia per il colore proprio dei pistilli del croco, fiore da cui viene prelevato, ancora oggi inpiccole quantità e quindi molto costoso.
Il riso anch’esso considerato alla stregua di una spezia perchè all’epoca non aveva attecchito sul nostro territorio perchè i nostri avi non avevano ancora imparato la tecnica per far crescere le piante, cioè tramite l’allagemanto dei campi, per cui già che veniva importato dal lontano oriente aveva una diffusione minima e un costo elevato.
Gli ossibuchi che accompagnavano la pietanza erano parte di un animale assai prezioso per i trasporti cioè il bue: privarsi di tale mezzo di trasporto significava averne a sufficienza da “sacrificarne” uno da portare in tavola, senza comunque cadere in miseria per mancanza di sostentamento in seguito.
Per quanto riguarda invece la pasta essicata anche questa ha la sua primaria provenienza dai mercanti e commercianti arabi, che erano soliti impastare semola di grano duro con acqua e latte di mandorle creando un impasto da stendere in sfoglia sottile, da tagliare e poi arrotolare intorno a tubi di ferro in modo da formare una sorta di “maccaroni” odierni da lasciar al sole fino a completa essicazione così che poi potessero essere trasferiti in botticelle e portare sulle navi nelle stive in modo da averne una buona quantità per i viaggi; dato che come classe spesso i marinai non erano abbienti, questo cibo che si conservava per lungo tempo era una risorsa preziosa, perchè poi veniva semplicemente cotto nell’acqua del mare prelevata secondo le necessità durante la navigazione e fatta bollire, aggiungendo poi quel pesce che veniva pescato di volta in volta; questo tipo di pasta chiamata “tria” approdò sulle coste liguri e in special modo nel porto di genova i cui abitanti impararono a rivisitarla secondo il proprio gusto e a conservarla per poi rivenderla così da procurarsi anche un guadagno economico.
Vi segnalo questo sito che racchiude qualche informazione sulla nsacita della pasta, lo stavo leggendo giusto ora prima di postare in modo da avere qualche base: La cultura della pasta;
cercando Tria su google ho poi scoperto che questo nome è rimasto ancorato ad un tipo di pasta tipica della Puglia, e cucinata prevalentemente con i ciceri…da provare direi!
Altra piccola chicca la segnalazione di questo libro “Arte della Cucina Italiana” di Emilio Faccioli, ed.Einaudi 1992 ( credo purtroppo fuori edizione), pare essere la summa dei ricettari giunti fino a noi di epoca medievale, sia interi che spurii o non completi.
Prossimo e ultimo appuntamento di questa rassegna sarà Sabato 14 aprile 2007 h.15.30 presso la Libreria del Castello Sforzesco, argomento: “Il Quattrocento e la fine del Medioevo”
Hugs,kisses&cookies

Ah…ultima nota: agli appassionati di birra( o semplici curiosi!) giro una segnalazione riguardante una birra aromatizzata all’amarena che secondo la leggenda fu inventata da un soldato normanno, e ancora oggi prodotta esattamente come nell’anno 1000 in commercio nei negozi specializzati e nelle migliori birrerie: Kriek
Grazie come sempre al mio ‘mmmore che mi accompagna in questi inconsueti pomeriggi da pseudo-ventenni!

 

3 Responses to “Medioevo in libreria II”

  1. Elisa Says:

    Che cosa bellissima mi sono persa :((Ma lo sai che lo zafferano piu’ pregiato in Italia e` quello di Navelli? Ne sono orgogliosa perche’ l’Abruzzo e` terra delle mie origini e mi e` capitato di vedere spesso il crocco in montagna far capolino da sotto la neve.Per vederci prima di Pasqua la vedo dura Gaietta. Mi piacerebbe molto tornare al kokoro insieme, ma ho ripreso la dieta di rotazione e il giorno libero infrasettimanale e` dedicato alla scuola di cucina, l’altro e` il sabato, ma starai giustamente con il tuo ammore😉

  2. Elisa Says:

    Dimenticavo, il prossimo incontro non me lo perdo mica!! Grazie! E bello pure il link che hai passato.

  3. Gaia Says:

    ok elisa, tranquilla!allora sentiamoci per andare magari insieme al prossimo e ultimo (sigh) appunatemtno della rassegna…sono incontri brevi ma a me piacciono sempre tantissimo, magari poi possiamo anche fare un paio di domande alla signora Motta casomai ci venisse in mente!Tanto io nn me lo perdo x cui la mia presenza salvo proprio imprevisti dell’ultimissimo momento è assicurata!


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