Shake&bake

E' tempo di mettersi ai fornelli!

Una raccolta per l’estate 30/08/2009

Filed under: Mik,Raccolta di ricette,Torta — lagaietta @ 07:27

Siamo quasi giunti alla fine della stagione estiva, tutto sommato mancano solo 22 giorni al termine da calendario ma cosa ci impedisce di raccogliere una bellissima serie di ricette che possano poi ricordarci dei colori e profumi di questa meravigliosa stagione?!
Mik, il suo team e tante blogger hanno pensato bene di creare una raccolta di ricette dedicate e ispirate all’estate; io mi intrometto con questa torta di yogurt e lamponi!
L’originale è di una ricetta trovata sul numero di agosto di “Good Food” e non prevedeva l’uso dello yogurt ma dato che avevo meno burro di quanto previsto e più yogurt del preventivato, ho fatto buon viso a cattivo gioco e mi sono giostrata con le quantità!

Ingredienti (stampo da 22cm)

140g farina mandorle
140g farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina vanillina
140g zucchero semolato
2 uova intere
90g burro pomata
1 vasetto yogurt magro bianco
lamponi qb

-Preriscaldare il forno a 180°
-Setacciare nella palnetaria le farine con lo zucchero il lievito e la vanillina;
-Rompere le due uova e iniziare a sbattere bene il tutto a media velocità; aggiungere il burro molto morbido e lo yogurt; sbattere tutto velocemente fino a ottenere un composto morbido, quasi pastelloso;
-Versare due terzi del composto nello stampo, rivestito di carta forno o imburrato e infarinato e disporre dei lamponi sulla superificie; versare il composto rimanente e poi decorare con gli ultimi lamponi;
-A piacere decorare con mandorle a lamelle;
-Cuocere in forno caldo per 30-35 minuti; lasciar freddare nello stampo e poi servire con del gelato alla vaniglia.

Hugs,kisses&cookies

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Sorbetto al cioccolato: LiberaMente 05/06/2009

Filed under: cioccolato,Desserts,LiberaMente,Mik — lagaietta @ 11:19

Parte ufficialmente da questa settimana con appuntamento fisso al venerdì la rubrica “Cibo LiberaMente” pubblicata sul blog di Mik.

L’idea è nata cercando un argomento che potesse essere interessante e “diverso” da pubblicare con cadenza settimanale ma che avesse come contenuto non solo la semplice ricetta, ma soprattutto potesse incontrare esigenze di “regimi alimentari” non del tutto tradizionali.
Dato che, un pò per sfrotuna, un pò a questo punto per fortuna, io sono sempre stata costretta a mantere una salda attenzione nei confronti di tutto quello che mi metto nel piatto, ho voluto condividere con tutti coloro che hanno intolleranze alimentari o vere e proprie allergie quelle che sono le mie esperienze e quel poco di competenza che negli anni mi sono creata!

Da qui il nome, scelto dallo staff di Mik che come sempre sfoggia grande fantasia: “Cibo LiberaMente” proprio per sottolineare la possibilità di mangiare cibi che solitamente vengono proposti con ingredienti che possono scatenare qualche reazione in modo “alternativo” ovvero liberandoci dall’ansia e dal timore di quelle stesse reazioni!

La prima ricetta che ho scelto di realizzare è dedicata a chi patisce il lattosio e i derivati del latte ma non vuole rinunciare ad una golosissima merenda nei giorni di caldo torrido!
Un sorbetto al cioccolato (ovviamente super fondente nel mio caso, ma regolabile di amarezza…ma mai scendere sotto il 60% come cioccolato fondente).
Godetevi pure tutta la sua dolcezza, perchè anche la linea non è per nulla a rischio! Ricetta light e golosa al tempo stesso!

La ricetta originale la potete trovare nel libro di James MartinDesserts“.
Hugs,kisses&cookies

 

L’uovo di Pasqua 09/04/2009

Filed under: cioccolato,Mik,Pasqua,Prove in cucina,Senza Glutine — lagaietta @ 12:10

Golosa come sono, l’Uovo di Pasqua in questo periodo per me è un vero “must-have” e quest’anno non avendo avuto il tempo di andare nel negozio Venchi a prendere il “ChocoCaviar”, uovo super fondente decorato con “caviale” di cioccolato, ho optato per una versione casalinga dello stesso.
Premetto che il risultato è ancora da verificare, perchè il primo tentativo non è andato a buon fine: le due metà non mi si sono staccate dallo stampo perchè ho lasciato lo strato di cioccolato troppo sottile!
Poco male. Ci si riprova!

Primo passo: il TEMPERAGGIO del cioccolato!
Uno dei miei spauracchi veri e propri! Io non mi sono ancora dotata di termometro per dolci, nè qui in città ho a disposizione il piano di marmo su cui poter lavorare il cioccolato, così prima di procedere mi sono informata cercando alternative valide su qualche libro tematico e in rete.
Ho trovato una versione che mi ha dato molta soddisfazione!

Ingredienti (per un uovo di piccola-media dimensione)

600g cioccolato fondente 70%

-Spezzettare 500g di cioccolato in un pentolino, porlo a bagnomaria in un altro pentolino, senza lasciar bollire l’acqua e facendo attenzione a che non venga in contatto con il cioccolato;
-Far sciogliere il cioccolato senza mescolare continuamente;
-Nel frattempo spezzettare il restante cioccolato e tenerlo da parte;

-Togliere il pentolino dal bagnomaria e amalgamare bene il restante cioccolato spezzettato mescolando bene; questo serve ad abbassare la temperatura all’interno del pentolino portandola intorno ai 28° così poi da rimettere il tutto a bagnomaria e riportare la temperatura del cioccolato ai 30-32°, fase finale del procedimento.
-A questo punto il cioccolato è stato temperato ed è pronto all’uso e riutilizzabile in caso dovesse avanzare.


-Una volta che il cioccolato è pronto, versarlo nei due mezzi stampi, facendolo ben aderire alle pareti; importante che lo strato sia intorno ai 5-7mm ( io qui ho sbagliato perchè ne ho tolto poi troppo e mi è rimatso sottile);
-Colare quello in eccesso, capovolgere lo stampo su una grata per dolci e lasciar freddare per una mezz’ora; riporre poi gli stampi al fresco per una notte;
-Non avendo alternative io ho messo in frigo per una notte.


Ok, l’uovo in sè non mi è riuscito, ma almeno sono contenta di aver imparato a temperare il cioccolato senza il piano di lavorazione o il termometro, (che cmq ho intenzione di comprare!)
Già che Pasqua deve ancora arrivare, faccio cmq in tempo a riprovarci. sono una testa di legno per cui come dicevo a Mik la sfida Gaia vs Uovo la vinco io!!!!!

Sul sito-blog MIK-MadeInKitchen, trovate il post con lo stesso procedimento!
YEP!!!
Hugs,choco&cookies

 

Ciambella Riso&Cioccolato (e muffins) 19/03/2009

Filed under: cioccolato,Mik,Muffins,Senza Glutine,Torta — lagaietta @ 15:18

Questa ciambella,che in realtà avrebbe dovuto avere la forma della consueta torta tonda, l’ho realizzata seguendo la ricetta che ho letto sul primo numero della “Scuola di pasticceria” del Corriere della Sera.
Già che quel volume era dedicato esclusivamente ai dolci al cioccolato non ho potuto fare a meno di prenderlo e sfogliandolo ho trovato tantissime ricette e idee davvero interessanti e mooooolto golose!
La torta di riso in famiglia è un classico, la mia mamma solitamente ne cucina una versione salata che bene si accompagna ai salumi e in primavera è fantastica da mangiare a fette come antipasto!
Io ne stavo cercando invece una che fosse dolce e quando ho letto questa, mi è piaciuta e ho provato!

Ingredienti (stampo da 24cm+6 muffins)

300g riso originario o baldo
500ml latte
200ml acqua
200g zucchero semolato
100g burro
150g farina di mandorle
3 uova
100g cioccolato fondente

-Preriscaldare il forno a 180°
-Separare tuorli e albumi;
-In una casseruola portare a bollore il latte, l’acqua e lo zucchero, aggiungere il riso lavato in precedenza e riportare a bollore; cuocere per il tempo necessario a che il riso assorba tutto il liquido; tenere da parte e far intiepidire;
-Aggiungere il burro al riso e i tuorli amalgamandoli uno alla volta;
-Far fondere il cioccolato fondente e tenere da parte a intiepidire;
-Montare bene a neve ferma gli albumi con un cucchiaio di zucchero;
-Imburrare e infarinare lo stampo da ciambella o quello classico;
-Versare il cioccolato nel riso e mescolare, aggiungere anche la farina di mandorle e infine gli albumi avendo l’accortezza di non smontarli;
-Versare il composto nello stampo e infornare in forno caldo per 45-50 minuti.
-Se avanzasse del composto usarlo per uno stampo più piccolo o come ho fatto io ricavarne dei muffins da cuocere per 25-30 minuti.

Questa torta è davvero molto buona!
Ho lavato il riso prima di utilizzarlo così da eliminare la parte amidacea e così che poi in cottura assorbendo il liquido si sfaldassero anche in parte i chicchi per rendere il tutto ancora più cremoso; una volta cotto il dolce perde parte della sensazione sgranata del riso e infatti quasi non si sente, però la sensazione è quella morbida e densa di una crema corposa.

Tra l’altro anche questa torta è adatta a tutti i celiaci,ovviamente facendo attenzione alle materie prime che devono corrispondere alle indicazioni del prontuario, perchè non c’è presenza di farina se non quella di mandorle, naturalmente senza glutine!
Hugs,kisses&cookies

 

Gastronomia Greca 23/08/2005

Filed under: Antipasti,Mik — lagaietta @ 06:58

Durante la vacanza a Santorini uno dei miei obiettivi era quello di assaporare al meglio alcuni piatti della cucina tipica locale, e dato che prima di partire mi ero un po’ informata a riguardo volevo togliermi lo sfizio di alcune curiosità che mi avevano particolarmente colpita, oltre a capire bene come era la preparazione di alcune pietanze che conoscevo già di nome ma non avevo mai avuto modo di poter vedere e annusare dal vivo.
La mamma si era caldamente raccomandata affinché gustassi i Dolmadakia, ovvero gli involtini in foglia di vite. Parto da questo che i greci considerano un antipasto perché è lo stesso principio di base degli involtini che eravamo soliti divorare letteralmente in Egitto quando andavamo a trovare papà in vacanza; la signora che gli faceva da governante era anche un’ottima cuoca ed è stata maestra per molte preparazione mediorientali che la mamma ha gelosamente custodito e riproposto in versione meno piccante più e più volte nel corso di questi ultimi anni.
Uno dei libri di cucina che ho comperato sull’isola riporta questa ricetta:

Dolmadakia Yalantzi (nella foto)
10 porzioni, (1 porz.=5 involtini: 170 kcal.)

50-60 foglie di vite (si trovano già bollite in salamoia nei grandi magazzini, nel reparto di cibi “stranieri”)
1 tazza di olio
1 ½ tazza di cipolle tritate
1 tazza di cipolline tritate
½ tazza di riso
1-2 limoni devono essere molto profumati e succosi
sale e pepe
1 mazzetto di menta
cottura 40-45 min.

-Scottate le foglie, scolatele e lasciatele raffreddare; se acquistate già in barattolo o in vaso questa operazione si può saltare perché già pronte all’uso.
-Mischiate gli ingredienti (tranne il succo di limone) e con l’impasto ottenuto riempite le foglie, così da formare gli involtini.
-Sul fondo di una casseruola stendete alcune foglie e disponete gli involtini in fila circolarmente uno accanto all’altro, vicini così che non si disfino in cottura. Su questi adagiare un piatto rotondo pesante a rovescio in modo da fare pressione.
-Versare il succo dei limoni e acqua necessaria a coprire la superficie del piatto, far bollire lentamente fino a completo assorbimento. Saranno pronti a cottura del riso.
-Lasciarli raffreddare e servirli su un piatto da portata uno accanto all’altro accompagnati da fette di limone e la menta tritata.

Dato che la prima volta che li ho mangiati sono rimasta estasiata dal sapore e dal profumo, sono diventati uno dei miei rituali per tutta la settimana. Il fatto di cuocere il riso dopo averlo messo nelle foglie di vite gli permette una cottura lenta e la possibilità di assorbire anche tutto l’aroma, la freschezza e il profumo intenso e pungente del succo di limone, per questo motivo i limoni devono essere di ottima qualità, per noi italiani credo che i migliori provengano da Sorrento. Il riso acquista una straordinaria morbidezza ma rimane compatto come quello usato per il sushi, in fondo la presentazione dei maki roll e di questi involtini non è troppo lontana. Io li ho mangiati sia freddi a temperatura ambiente, sia appena tiepidi e sono ottimi in entrambi i casi, il primo è preferibile a pranzo, il secondo direi meglio come pre dinner e anche per un buffet di antipasti serali. Le foglie di vite hanno un sapore particolare, è sempre difficile trovare i termini appropriati a descrivere questi sapori così poco conosciuti e magari anche poco invitanti, però meritano di essere assaggiati perché sono delicati e per nulla invasivi, anzi lasciano anche il giusto spazio per tutto il resto della cena, oppure rappresentano una sanissima alternativa per un pranzo veloce al posto di un insulso e spesso ipernutriente panino.
La variante egiziana prevedeva nel ripieno anche carne tritata e molte più spezie, per cui alla fine risultava molto più pesante anche da digerire; Sono semplici da preparare e cuociono senza bisogno di attenzione costante, l’unico “intoppo” può essere il movimento da fare per avvolgere la foglia ad involtino per evitare che poi si sfaldi, il ripieno va adagiato alla base più larga lasciando un margine di 1-2cm si avvolge una prima volta, si girano verso l’interno i due lembi laterali e poi si prosegue arrotolando sino alla punta adagiando quest’ultima sul fondo della casseruola.
Fortunatamente i prezzi dei vari bistrot e bar trovati sul lungomare ci hanno permesso di pranzare fuori tutti i giorni. Non abbiamo mai consumato un pranzo completo perché comunque dopo lo scopo era quello di poter fare un bel bagno, per cui volevamo semplicemente “mangiare qualcosa” senza avere l’obbligo di dover rincasare tutti i giorni e fare la spesa per la nostra sopravvivenza.
I nostri pranzi erano nutrienti e sani senza essere pesanti, siamo andate avanti ad “Insalata Greca” e Yogurth con frutta o miele e noci, o ancora insalatone di pasta, a seconda dell’umore e della fame.
Ovviamente da brava mangiatrice di formaggio quale sono non potevo assolutamente esimermi dall’assaggiare la feta sotto ogni sua variante: in insalata a coronare il perfetto matrimonio tra tutti gli ingredienti più mediterranei che si potevano assemblare in un solo piatto: pomodori, olive nere succosissime e quasi dolci, cipolla rossa cruda, ( e qui l’alito non ne trae beneficio, nemmeno la mia digestione mi ha ringraziata al che ho deciso che era splendido vedere quegli anelli bianchi dai contorni porpora che erano poeticamente adagiati sulla cima della ciotola ma che sarebbe stato meglio trovare loro migliore fine lasciandoli sul bordo del piatto), peperoni verdi a julienne, rondelle di cetrioli freschissimi e l’immancabile feta a dadini che con il suo sapore salato e contemporaneamente avvolgente non necessitava aggiunta di altro condimento a parte un filo del loro olio extravergine di oliva, ancora più verde del nostro olio italiano del sud;
“Grilled Feta”, ovvero una fetta di feta appena passato in forno con un filo di olio e coperto da spicchi di pomodoro, origano tritato e ancora qualche fettina di peperone verde.
“Baked Feta”, molto simile alla preparazione precedente, ma questa volta invece che essere servito su un piatto, viene portato in tavola direttamente nel cartoccio in cui è stato fatto cuocere.
Una volta infornata la feta perde parte del suo spiccato sapore salato e si ingentilisce notevolmente, rimane comunque molto compatta e quando si taglia somiglia quasi ad un formaggio a pasta filata.

That’s it for the appetizers…
Hugs,kisses&cookies